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aRoma di canna!!!

Tratto da: it.paperblog.com

I proibizionismi, tutti i proibizionismi, non solo quello della “droga”, si configurano fin dall’esperienza di quello antialcoolico americano del secolo scorso, non sono solo destinati a fallire miseramente nei loro intenti, ma a rappresentare un territorio più che fertile per le mafie criminali che lucrano guadagni stratosferici proprio grazie alla proibizione.

Oltre alle conseguenze che ognuno può ben constatare nel diffuso degrado della sicurezza del tessuto sociale.

Ma a quanto pare per forme di pregiudizio ipocrita e oltremodo miope si è preferito non far tesoro dell’esperienza, e persistere nello sbizzarrirsi nel moltiplicare i proibizionismi, e ingrassare le conseguenti mafie o racket, anzichè coraggiosamente legalizzare e regolamentare.

E’ sempre più inevitabilmente urgente ABOLIRE ogni forma di proibizionismo a favore di forme di legalizzazione e regolamentazione di ciò che attualmente è in grandissima parte oggetto di mercato nero, ovvero illegale, ma a quanto pare dall’inchiesta in questione, perfettamente integrato e sempre più fiorente grazie alla lievitazione dei prezzi in corrispondenza ” al rischio”, nel tessuto socio-politico-culturale della Capitale, ma evidentemente non solo.

Segnalo questa inchiesta, molto accurata e dalle implicazioni estrememente pregnanti:

Alba Montori


“Cercà Maria pe’ Roma” è come andare alla ricerca di un gatto al Colosseo, tutti sanno dov’è, perché perfettamente integrata nella Capitale.

Acquistare marijuana a Roma, infatti, non implica cimentarsi in una vana avventura, bensì comporta l’arrischiarsi nel territorio dell’illegalità consapevoli di riuscire, con ottime probabilità, nell’intento.

E’ questo ciò che emerge dall’inchiesta di Fai Notizia realizzata da Francesco Midolo e Andrea Ossino: http://www.fainotizia.it/inchiesta/10-01-2012/la-droga-proibita-libera-nella-capitale

Per la prima volta, sono proprio le voci delle istituzioni capitoline, i presidenti di municipio, a spiegare dove si può trovare con facilità la droga a Roma. Il Re è nudo! Il proibizionismo ha fallito!

Il commercio delle droghe è gestito dal mercato nero, quindi oltre alle conseguenze previste dalla legge, spesso si confonde il consumo per spaccio, il consumatore abituale di cannabis è esposto ai pericoli della criminalità. Quartieri storici come San Lorenzo, sotto il profilo della sicurezza sono diventati ingestibili.

I fondi mancano anche per i detenuti tossicodipendenti, che pur potendo richiedere di scontare la pena in comunità di recupero grazie all’articolo 94, non vedono mai realizzato un loro diritto.

Le mafie invece, secondo un rapporto di Sos Impresa, ne fanno un business guadagnando 60 miliardi di euro l”anno.

Dopo un secolo di politiche proibizioniste, ci si interroga a livello mondiale quali siano gli effettivi benefici apportati.

E se la via giusta da intraprendere fosse quella della legalizzazione?

Quanto incasserebbe lo Stato? E quanto ci costa proibire?

Tra le altre opinioni raccolte dagli autori ci sono quelle del sen. Carlo Giovanardi, ex sottosegretario con delega al Contrasto delle Tossicodipendenze, Massimo Canu, direttore Agenzia Capitolina sulle Tossicodipendenze, di Alessandro Gerardi, consulente della deputata del Partito Radicale Rita Bernardini, del sen. Marco Perduca, senatore del Partito Radicale, dottoressa Roberta Pacifici, dirigente Istituto superiore della Sanità.

Le musiche sono di Rocco De Rosa, Colle der Fomento e Izio Sklero feat Aban.

Buona visione

Giulia Lentini, FaiNotizia.it

http://it.paperblog.com/l-inchiesta-di-fainotizia-aroma-di-canna-823970/

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Non è vero!

Il proibizionismo, può essere visto anche come “paternalismo” …nel senso più oppressivo del termine.

Partendo dal presupposto che ci sia buona fede, il bambino è tenuto a seguire qualsiasi direttiva giunga dal genitore governante…che sia benevola e protettiva, o meno…ne va della sua sicurezza.

Ciò comporta un rapporto asimmetrico di totale dipendenza da parte del bambino. Nel momento in cui il figlio cresce e diventa adulto, il rapporto con il padre si ridefinisce, diventa simmetrico.

Per i proibizionisti invece tu non cresci mai…sei un eterno bambino che continuerebbe a mettersi nei guai se non fosse continuamente ripreso e bacchettato.

Non importa che tu abbia quasi 40 anni e sia padre, o 60 e sia nonno, non importa che in tutti questi anni ti sia comportato bene, loro continuano ad istaurare con te questo rapporto asimmetrico…di completa dipendenza ai loro voleri.

Dicono di farlo per il tuo bene…a loro dispiace perseguitarti, imprigionarti, bastonarti…ma devono farlo per il tuo bene.

Poi quando l’interlocutore principale di riferimento, colui che dovrebbe tutelare la salute dei giovani e moderare i loro costumi, è praticamente un ebete…la cosa diventa oltremodo pericolosa.

Soprattutto perché davvero non si capisce più cosa sia giusto e cosa sbagliato.

Nella vita, non sempre si riesce a fare quello che è giusto…ma poi cosa è veramente giusto?

In genere quando fai una cazzata madornale, te ne rendi conto, come del resto quando fai qualcosa di realmente giusto…e te ne rendi conto soprattutto perché dentro di te scatta qualcosa, qualcosa che va aldilà della ragione, che va aldilà del comune buon pensare…è più una sensazione… sensazione di fare del bene, o di assumere un comportamento scorretto ed ingiusto.

E’ molto importante che l’umano si ritrovi nella sua valutazione, o si destabilizzerà nelle decisioni, soprattutto quelle più importanti.

In tutti questi anni di proibizionismo in materia di cannabis, nel nostro Paese si sono susseguiti personaggi di vario tipo. Personaggi a volte furbi e scaltri, altre volte, dei perfetti idioti, ma il risultato è sempre stato lo stesso, come se chiunque metta mano al bureau antidroga, debba rispettare delle direttive che giungono dall’alto.

Allora, a questo punto, poco importa quanto il repressore di turno sia sveglio.

Ciò porta alla totale esclusione di qualsiasi tipo di dialogo. Puoi anche avere mille motivazioni contornate da altrettante prove scientifiche e non, puoi anche dedicare l’intera vita a catalogare notizie, ricerche, comunicati stampa…se dall’altra parte c’è un sordo…il cui interesse è unicamente di lasciare che le cose rimangano tali, cioè biecamente proibite, non si arriverà mai ad un punto di svolta.

E allora il bianco diventa nero, il pulito diventa sporco…e viceversa…

Ad ogni contestazione ti sentirai rispondere: “Non è vero! Non è vero!” dall’utilità dei cannabinoidi in svariate patologie…alle rivelazioni antiproibizioniste che oramai nemmeno l’ONU riesce più a nascondere…

“Non è vero! Non è vero!” E le carceri continuano a riempirsi di gente che di pericoloso ha nulla, se non una passione che tutto sommato è meno deleteria di tantissime altre.

Si continuano ad usare pesi diversi per diverse misure, ma soprattutto si da l’occasione alle varie società malavitose di fare soldi a palate…e l’unica risposta che l’idiota di turno ti sa dire è: “Non è vero! Non è vero!”

Ivan il Terribile – ASCIA

Legalizziamolacanapa Org Team

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Resoconto degli incontri di ASCIA e del Comitato “Vienna 2012″

In occasione della 5^ Cannabis Cup, che si è svolta a Roma lo scorso fine settimana, si è tenuta una riunione del Comitato di Coordinamento ASCIA e un incontro tra tutte le componenti antiproibizioniste che aderiscono al progetto “Vienna 2012: verso la fine del mondo proibizionista” per sviluppare una grande mobilitazione, per marzo, in occasione del meeting mondiale sulla politica per le droghe indetto dall’UNODC.

Per quanto riguarda la riunione ASCIA, è stato confermato l’impegno nel voler stabilire un tavolo di confronto con le forze istituzionali e con i responsabili dei partiti coinvolti nel problema, e in primo luogo cercare di stabilire un contatto con il ministro Riccardi affinché le strumentali informazioni provenienti dal DPA, possano essere confutate dalle stesse vittime del proibizionismo.

Per l’organizzazione della nostra associazione, i nostri web masters si opereranno per attivare nel più breve tempo possibile il sito http://www.ascia-web.org, dove, oltre alla consueta diffusione di controinformazione, sarà attivato un forum ad uso esclusivo dei soci, per sviluppare insieme la strategia dell’associazione, per preparare in maniera efficace la trasferta per Vienna e soprattutto per organizzarci a livello territoriale per attivare le iniziative condivise e per organizzare insieme l’assemblea dei soci che prevediamo di svolgere a maggio. Infine sono state proposte altre iniziative, della cui realizzazione informeremo nel momento in cui saranno maturi i tempi e i modi, ma soprattutto quando saremo in grado, tutti insieme, di sviluppare una vera e decisa mobilitazione di massa.

L’ASCIA conta ad oggi 300 soci ed è indiscutibilmente la realtà associativa più numerosa nel panorama antiproibizionista, questo numero di consensi ci permette un’ottima riuscita nelle azioni di pressione come le mailbombing e l’autorevolezza necessaria per poter insistere sulla necessità di un confronto proficuo ed obiettivo con le istituzioni e i media, ma non siamo ancora sufficienti per pensare di poter incidere realmente sulle decisioni governative e quindi invitiamo tutti i nostri associati e simpatizzanti nel voler contribuire a far crescere il numero dei “cannabis-indignati”, promuovendo nei propri blog o profili l’invito a tesserarsi ad ASCIA: http://www.legalizziamolacanapa.org/?page_id=1628

Per quanto riguarda l’incontro del “Comitato Vienna 2012″, oltre a convenire sul momento proficuo nella lotta al proibizionismo, è stata riaffermata una indiscutibile “unità di intenti” per riuscire a portare al meeting dell’UNODC una nutrita rappresentanza dall’Italia come testimonianza della diffusa insofferenza nei confronti della fini-giovanardi e quindi vi terremo informati in tempo reale sugli sviluppi dell’organizzazione.

E’ stato comunque stabilito che ogni associazione cercherà di organizzare in propria autonomia, ma in pieno coordinamento con gli altri, la trasferta con pullman o charter in base al numero di adesioni che si riusciranno ad avere e verranno indicate le possibilità di pernottamento per la cui organizzazione si sta attivando ENCOD.

Segnaliamo il neonato sito che sarà il punto di riferimento internazionale per la manifestazione: http://www.drugpeacefestival.com

Se qualche associato o simpatizzante di ASCIA volesse farsi promotore per organizzare la trasferta dalla propria città, può scriverci e lo metteremo in contatto con il coordinamento.

ASCIA

Legalizziamolacanapa Org Team

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La legge è uguale per tutti, ma per noi di più!

Mentre assistiamo increduli alla votazione della Camera, affinché non si proceda all’arresto dell’on. Cosentino, per noi cittadini comuni, quelli che dovrebbero essere sovrani in un Paese democratico, la musica è del tutto differente e tra addebiti precostituiti, presunzioni varie ed errori giudiziari, il calvario dell’azione penale ce la dobbiamo sopportare tutto sulle nostre spalle, nonostante l’aspetto grottesco che alcune volte accompagna i nostri processi.

Questa è la storia di Davide Corda, co-fondatore di ASCIA e instancabile web master di questo sito.

Il venerdì santo del 2008, in un giorno di reale “passione”, una pattuglia di carabinieri in borghese intercetta e perquisisce un coinquilino di Davide, che divide l’appartamento con altre 3 persone e trovandogli addosso una irrisoria quantità di ‘erba’, decidono di perquisire l’intero appartamento.

Davide, che è una persona gentile ed educata, quando vede arrivare in casa il gruppetto di persone gli si fa incontro e pensando che gli sconosciuti siano al seguito del suo amico, si presenta amichevolmente con un cordiale sorriso di benvenuto, non sapendo che fossero i carabinieri in borghese!

Ma gli sconosciuti non sorridono, non porgono la mano per ricambiare il saluto e qualificandosi come tutori dell’ordine lo informano che dovranno procedere ad una perquisizione di tutta la casa.

Nella stanza dei due inquilini assenti non trovano nulla, nella stanza dell’amico di Davide trovano 15 grammi di hashish, ma in quella di Davide ne trovano addirittura 100!

E quindi al grido di “dagli allo spacciatore” il nostro Davide viene denunciato, arrestato e processato, ma non patteggia e non ammette niente, erano 100 grammi sì, ma per uso personale e per non dover andare tutte le sere a rifornirsi in piazzetta.

Ma come mai Davide aveva tutta quella scorta?

Al processo vengono presentati 5 certificati medici redatti dalla dott.ssa Marinelli del Centro Cefalee di Cagliari e il prof. Gianluigi Gessa si reca addirittura in tribunale per una consulenza farmacologica, confermando la patologia accusata (emicrania senza aurea) e dimostrando sia l’efficacia della cannabis contro questo disturbo e sia la pericolosità, per Davide, dei farmaci fino ad allora prescritti dal centro cefalee, sopratutto in relazione ad un problema con un’allergia causata da una carenza di “glucosio-6-fosfato deidrogenasi” un’allergia che determinò addirittura l’impossibilità di svolgere il servizio militare e motivo di congedo.

Ma al processo, il giudice, pur credendo alle testimonianze dei due luminari, lo accusa di spaccio, affermando che il coinquilino abbia ottenuto l’hashish da Davide e, ciliegina sulla torta, arriva anche la comparsa inspiegabile di un verbale di sequesto di marijuana per svariati chili risalente al 2003.

E’ tutto falso e per la prima accusa l’avvocato di Davide chiede le analisi del RIS da cui si evince che la qualità di hashish del coinquilino di Davide e quello a lui sequestrato è diversa in quanto il principio attivo (Thc) non sono compatibili e per la seconda si chiama in aula il responsabile Maresciallo del RIS di Cagliari che, con immenso sconcerto e stupore di Davide, ma anche con gran sollievo, riconosce ed ammette l’esistenza di un errore fatto da parte loro.

Tutto è bene quel che finisce bene allora …e invece no, dato che Davide, come tutti noi, non può contare sul voto di decine di amici che lo possano salvare dalla condanna e quindi si becca in prima istanza 2 anni ed 8 mesi più 14.000 euro di multa (condanna base a 6 anni, ridotta a 4 per giudizio abbreviato, ulteriormente ridotta a 2 anni e 8 mesi perché incensurato).

Il processo d’appello si celebrerà il prossimo 23 gennaio e si spera che questa volta la Corte riconosca gli errori e le ‘manomissioni’ che hanno caratterizzato la prima udienza e che hanno purtroppo relegato in seconda attenzione il vero motivo per cui Davide aveva tutta quella cannabis in casa.

Pensiamo che anche i carabinieri che hanno eseguito la “brillante operazione” o il giudice che lo ha condannato, assumerebbero ben volentieri un po’ di THC quotidiano se fossero preda di dolori lancinanti alla testa ed agli occhi e se quello fosse l’unico farmaco a non creare ulteriori problemi alla loro salute.

ASCIA

Aggiornamento:

Il 23 Gennaio, come previsto, si è svolto il processo d’appello. La corte ha ritenuto che la pena comminata era stata eccessiva, e ha riformulato una condanna più mite ad 1 anno e 4 mesi, pena sospesa.

La situazione ora è più tranquilla, in quanto non ci saranno conseguenze penali, ma si farà ricorso comunque in Cassazione in quanto essere condannati per non aver commesso nulla, anzi, per utilizzare un farmaco che i medici non hanno voluto prescrivere, perchè impauriti da una legislazione confessionale in tema di Canapa, è una mancanza di diritto che al massimo potrebbe essere tipica di Paesi dittatoriali dove i diritti dell’uomo non contano nulla.

L’Italia è in questa fase, dove con uno strattagema tipicamente reazionario, è stata cancellato il risultato del referendum del 1993, che aveva annulato qualsiasi pena per uso di droghe e aveva levato anche la controversa ‘Dose Media giornaliera’ poi reintrodotta con la legge criminale detta Fini-Giovanardi.

Davide Corda

Legalizziamolcanapa Org Team

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5a Cannabis Cup Italia – Roma 21 gennaio 2012

Sono passati 6 anni dall’introduzione della legge Fini-Giovanardi sulle droghe, una legge che solo nel 2010 ha portato in carcere 26.096 persone, accanendosi su consumatori, piccoli coltivatori e microcriminalità, mentre ha rafforzato e consolidato il controllo sul territorio delle narcomafie.

L’esperienza ci ha dimostrato che il proibizionismo non funziona e non conviene, se non alla grande criminalità che ne ha ricavato la terza impresa più redditizia al mondo, dopo quella alimentare e dei carburanti: non ha diminuito il consumo di droghe, non ne ha ridotto i danni, non ha sviluppato la consapevolezza nell’uso delle sostanze stupefacenti, è causa di drammi umani e sociali, reprimendo, criminalizzando ed arrestando larghi strati della popolazione.

Le leggi proibizioniste sono più pericolose delle droghe stesse: uccidono, generano ignoranza e clandestinità, e rendono impossibile qualsiasi controllo sulla qualità delle sostanze in circolazione, con conseguenze gravissime per la salute.

Oltre a riempire le carceri al limite dell’emergenza umanitaria.

L’apparato proibizionista costa alla collettività migliaia di miliardi di euro ogni anno, sia per l’attività di repressione e controllo sia per la “gestione” in stato di detenzione di decine di migliaia di persone, incarcerate solo in virtù di questa unica legge (quasi il 40% dell’intera popolazione carceraria!). Può essere messo alla stregua delle spese militari per la sua mancanza di senso, soprattutto in un momento di contrazione economica come questo.

Per tutte queste ragioni, e dopo il conclamato fallimento della “war on drugs” nell’estirpare le sostanze psicoattive dal pianeta, l’antiproibizionismo rappresenta in misura sempre maggiore l’unica scelta razionale, basata sull’evidenza scientifica, non condizionata da integralismi e ideologie e non dettata da interessi politici ed economici.

Antiproibizionismo come possibilità di emersione da attività clandestine e occasione di “lavoro regolare” per migliaia di persone, oggi arruolate nelle fila della criminalità, e anche fonte di entrate per lo stato (questo punto è stato oggetto di studi approfonditi all’estero, soprattutto negli USA, visto l’enorme volume di affari che ruota intorno al mercato delle sostanze stupefacenti..)

Antiproibizionismo come futuro ecosostenibile e contributo alla salvaguardia del pianeta: dalla canapa si possono produrre carta di ottima qualità (senza abbattere un albero), tessuti naturali e resistenti, materiali per l’edilizia ed ottenere carburante e combustibili a minor impatto ambientale.

Antiproibizionismo per restituire alle persone la libertà e la dignità di scegliere come curarsi ed alleviare i propri dolori, sottraendosi alla speculazione economica sulla sofferenza e al monopolio delle case farmaceutiche (dalla cannabis si ottengono medicinali naturali ed efficaci per tantissime patologie).

Antiproibizionismo come libertà individuale di ricercare il proprio piacere in modi differenti, senza moralismi né pregiudizi, col solo limite di non arrecare danno ad altri…

Con la Cannabis Cup il csoa Forte Prenestino vuole gridare con forza il proprio sostegno a tutti i coltivatori che quotidianamente, con coscienza e determinazione, affermano la propria autonomia etica, culturale ed economica sottraendosi al mercato di narcomafie e case farmaceutiche i cui proventi finanziano guerre, dittature, devastazioni ambientali, omicidi di stato.
E’ giunto il momento che tutti, consumatori e sostenitori della cannabis, si attivino, in maniera creativa e sconvolgente, per opporsi ad una legge proibizionista che criminalizza e lede la nostra libertà di scelta.

VERSO VIENNA 2012:
OCCUPIAMO L’ UFFICIO DROGHE E CRIME DELL’ONU!
10-16 Marzo 2012, Vienna, Austria

CSOA Forte Prenestino

http://www.forteprenestino.net/

http://www.legalizziamolacanapa.org/?page_id=1291

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Vogliamo una soluzione, non ascoltare i galli cantare!

Mentre nel campo proibizionista si registrano piccoli ma significativi successi, come l’individuazione e classificazione di due nuove “smart drugs” con relativa chiusura di 13 grow shops e relativo arresto degli esercenti, in quello antiproibizionista si continuano ad ascoltare tante parole e buoni propositi, ma di unità di intenti per arrivare il prima possibile ad una soluzione …neanche a parlarne!

Piccola cronistoria dei fatti recenti:

15 dicembre 2011: la proposta di legge dei senatori Ferrante e Della Seta viene presentata al Senato e assegnata alle commissioni Giustizia e Igiene e Sanità:

http://www.senato.it/leg/16/BGT/Schede/Ddliter/37685.htm

01 gennaio 2012: il MLA, definendo la proposta di legge dei due senatori del PD una proposta solo “chiacchiere e distintivo”, ne presenta una in alternativa:

http://www.liberaliantiproibizionisti.org/01/01/2012/la-nostra-proposta-di-legge-per-la-legalizzazione-della-canapa-e-dei-suoi-derivati/

13 gennaio 2012: il segretario di Rifondazione Comunista, Paolo Ferrero, propone la liberalizzazione delle droghe leggere per contrastare gli interessi della criminalità e portare introiti allo Stato tramite tassazione:

http://droghe.aduc.it/notizia/liberalizzazioni+ferrero+no+farmacie+si+droghe_124692.php

15 gennaio 2012: per gli stessi motivi si schiera a favore della liberalizzazione delle droghe leggere anche il capogruppo del PD al Consiglio Regionale della Campania:

http://droghe.aduc.it/notizia/pd+campania+contro+proibizionismo+sulle+droghe_124700.php

E’ sicuramente un bene che più voci continuino a mantenere vivo il problema e che ne auspichino una soluzione in breve tempo, ma, ci chiediamo come semplici consumatori che rischiano ogni giorno di cadere nelle maglie della fini-giovanardi, “non sarebbe il caso di organizzare un tavolo di confronto delle varie emanazioni politiche che si sono pronunciate per la liberalizzazione, per stabilire insieme una strategia che risulti veloce ed efficace?”

Troppi galli a cantare non si fa mai giorno, declama un vecchio detto popolare, e mai saggezza fu più acuta!

Quelli che seguono sono gli indirizzi e-mail di alcuni protagonisti di quanto è avvenuto in questo mese, esprimetegli con tutta l’educazione possibile, ma anche con molta determinazione, che noi l’alba di una nuova era la vogliamo vedere, nonostante le loro divisioni e i loro tempi “politici”!

ASCIA

dellaseta_r@posta.senato.it

ferrante_f@posta.senato.it

musso_e@posta.senato.it

segretario@rifondazione.it

info@partitoliberale.org

ascia@legalizziamolacanapa.org

Oggetto: Proposta di un tavolo di confronto

Testo da inviare:

Egregi Signori, preso atto della Vostra buona volontà nell’impegnarvi per risolvere i problemi causati dalla Fini-Giovanardi, come consumatori in proprio, che ogni giorno rischiano di subire i devastanti effetti della famigerata legge, vi chiediamo di voler provvedere al più presto ad organizzare un tavolo di confronto fra le varie componenti politiche e sociali che si battono per la regolamentazione della coltivazione domestica, nell’auspicio di trovare insieme una soluzione efficace che tolga da una potenziale ed ingiusta criminalizzazione, migliaia di cittadini irreprensibili nel più breve tempo possibile.

Auspicando che qualcuno di voi voglia farsi promotore della nostra proposta, ringraziamo per l’attenzione.

Cordialmente

Legalizziamolacanapa Org Team

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Vienna 2012: Occupiamo l’ONU

OCCUPIAMO L’ UFFICIO “DRUGS & CRIME” DELL’ONU

Pubblichiamo il comunicato ricevuto da Encod sull’organizzazione per Vienna 2012

Cinquant’anni dopo il lancio della Convenzione Unica sulle Sostanze Stupefacenti delle Nazioni Unite nel 1961, la guerra globale alle droghe è fallita, con molte conseguenze inattese e devastanti a livello mondiale.

E’ aumentato l’uso delle principali droghe sottoposte a controllo e dalla parte dell’ offerta esse sono diventate più economiche, più pure e più disponibili che mai. Una stima prudente delle Nazioni Unite calcola come nel mondo vi siano attualmente 250 milioni di consumatori di droghe.

Le droghe illecite costituiscono attualmente la terza industria più redditizia del mondo, subito dopo quella degli alimentari e dei carburanti, con un valore stimato di 450 miliardi di dollari l’anno, e tutto sotto lo stretto controllo della criminalità.

Combattere la guerra alle droghe costa ogni anno ai contribuenti di tutto il mondo miliardi su miliardi. Si calcolano 10 milioni di persone imprigionate in tutto il mondo per delitti collegati,per la maggior parte “pesci piccoli” – semplici consumatori e piccoli spacciatori.

La corruzione tra i tutori dell’ordine e i politici, in particolare nei paesi produttori e di transito, si è diffusa in maniera esponenziale, mettendo a rischio la democrazia e la società civile.

La stabilità, la sicurezza e lo sviluppo sono minacciati dalle conseguenze della guerra alle droghe, come lo sono i diritti umani. Decine di migliaia di persone muoiono nel corso della guerra alle droghe.

Il mondo senza droga così baldanzosamente annunciato dai sostenitori della guerra non è mai stato tanto lontano dalla sua realizzazione. Le politiche di proibizione creano più danni di quanti ne prevengano. Noi dobbiamo seriamente considerare il trasferimento delle risorse dalla criminalizzazione di decine di milioni di persone altrimenti rispettose della legge e il loro spostamento verso un approccio basato sulla salute, la riduzione del danno, la valutazione costi-benefici e il rispetto dei diritti umani. L’evidenza dimostra ampiamente come approcci basati sulla salute garantiscono migliori risultati rispetto alla criminalizzazione.

Il miglioramento delle nostre politiche sulle droghe costituisce una delle sfide politiche più importanti della nostra era.

E’ ora che i leader del mondo rivedano in maniera radicale le loro strategie di risposta al fenomeno.Questo è quello che la Commissione Globale sulla Politica delle Droghe , guidata da quattro ex presidenti, tra cui Kofi Annan ed altri leader mondiali, ha fatto in maniera coraggiosamente con la presentazione di un esaustivo rapporto, presentato per la prima volta a New York a giugno e poi anche alla Camera dei Lord di Londra il 17 Novembre 2011.

Alla base delle correnti politiche sta la Convenzione sulle Droghe Narcotiche del 1961. Si tratta ora di riesaminare questo trattato. E’ stato commissionato inoltre un documento intitolato ‘Modificare le convenzioni sulle droghe delle Nazioni Unite’ ai fini di dimostrare come degli emendamenti che potrebbero permettere ai singoli paesi la libertà di esplorare delle politiche sulle droghe in grado di adattarsi meglio alle loro esigenze , invece di cercare come si fa ora di imporre la soluzione di “una cosa che vada bene per tutti”.

Dal momento che non possiamo sradicare la produzione, la domanda, o l’uso delle droghe, noi dobbiamo trovare dei nuovi modi di ridurre i danni.Noi dovremmo sostenere i nostri governi affinché esplorino delle nuove politiche basate sull’evidenza scientifica.

Per questa ragione noi occuperemo il prossimo incontro del’ UNODC, l’ufficio Droghe e Crimine delle Nazioni Unite, che si terrà tra il 12 e il 16 marzo 2012 a Vienna, in Austria.

OCCUPARE L’ UNODC – Piano d’azione:

Sabato, 10 marzo: Noi organizzeremo una grande protesta internazionale sabato 10 marzo. Dobbiamo organizzare manifestazioni in più capitali possibili. In tal modo tutto il mondo saprà che la settimana seguente noi occuperemo l’ UNODC. Organizza una manifestazione e segnalala sulla lista. Inviate le vostre informazioni a: office@freedomfestival.at A Vienna noi faremo una gigantesca manifestazione,dove stiamo progettando di avere un collegamento live stream con altre città.

Durante la manifestazione, una parte di noi, organizzerà il campeggio occupy, proprio accanto il Palazzo delle Nazioni Unite. Noi vogliamo terminare la manifestazione con un concerto nel campeggio.

Prima notte nel campo!

Domenica 11 marzo: La giornata è dedicata all’accoglienza dei partecipanti con la preparazione alle azioni di fronte al Palazzo.

Lunedì, 12 marzo: Inizia il il Meeting dell’UNODC:

Occupy Camp: Che organizzeremo come segue:

1] Tende e cibo : avremo due o tre tende di 15m x 15m dove gli attivisti possono dormire. Wam Kat si unirà a noi con la sua cucina fiammeggiante per offrire cibo gratuito agli attivisti. Ci saranno delle toilette a disposizione e si spera di installare delle docce.

Tenda multimediale: stiamo progettando una tenda dedicata ai media con tutte le apparecchiature elettroniche necessarie ecc, un posto in cui possiamo anche fare interviste e altro.

2] La tenda delle feste e dei workshop: pensiamo di organizzare una mega tenda dove organizzare un benefit. Musicisti come Macka B. si unirebbero a noi, così potremmo fare dei concerti durante la settimana. Durante il giorno possiamo usare la tenda per seminari e simposi.

3] Azioni dentro l’ UNODC: stiamo elaborando degli interventi, organizzando i workshop e un tavolo informativo dentro il Vienna international center.

4] Azioni di fronte alla Gate 1: tireremo su una tenda presso la porta principale Gate1 (dove entreranno tutti i membri dell’ UNODC) dove cercheremo di organizzare una iniziativa differente giorno dopo giorno come mostre, discussioni, ecc.

5] Infozona: stiamo allestendo una infozona dove descrivere le cose da fare ed ognuno possa fornire degli input ed ispirarsi su quel che si vuole… organizzeremo i gruppi di lavoro, le azioni fuori e dentro il Palazzo eccetera.

7] Conferenza stampa: riserveremo il Cafè Landtmann per due giorni per indire una conferenza stampa il venerdì 9 marzo all’inizio della manifestazione e una dopo la seduta del’ UNODC il 16 marzo.

8] Bandiere e striscioni in formato XXL: sistemeremo le tende proprio dietro il palazzo delle Nazioni Unite in tal modo dovremo pensare di produrre bandiere in formato extralarge che dicono: „Vogliamo una svolta“ o „Noi vi stiamo osservando“ in tal modo che i delegati li possano vedere quando guardano fuori dalla finestra

9) Musica e discorsi dall’esterno: pensiamo di organizzare un incredibile sound system dal quale far veicolare informazione proprio di fronte al Palazzo delle Nazioni Unite in tal modo che possiamo comunicargli le nostre richieste durante il meeting dell’UNODC.

Esprimetevi – Diffondete il messaggio!

Fermiamo la guerra globale alle droghe tutti insieme!

Encod

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Olanda, un esempio da seguire

Olanda: si chiudono le carceri per mancanza di criminali

Legalizzare alcune droghe ha portato di fatto ad un minor numero di criminali in Olanda, paese che oggi e’ in procinto di chiudere otto carceri. Un’altra notizia dopo quella della chiusura della McDonald’s in Bolivia che fara’ morire di invidia gli italiani.

L’Olanda chiudera’ otto carceri perche’ non riesce a riempire la capacita’ di 14 mila persone del suo sistema carcerario.

Attualmente sono 12 mila i detenuti in questo paese che negli anni novanta aveva il problema del sovraffollamento. Una delle ragioni per cui si e’ avuto un calo del tasso di criminalita’, sembra essere correlato alla legalizzazione di alcune droghe (probabilmente accompagnato da una politica educativa rispetto ai suoi usi ed effetti).

Il ministro della Giustizia Nebahat Albayrak ha annunciato che otto prigioni verranno chiuse a breve e che 1200 posti di lavoro andranno persi, anche se stanno valutando l’ipotesi di ospitare i detenuti del Belgio.

Negli Stati Uniti, il paese con l’incarcerazione media piu’ alta e un totale di oltre 2,3 milioni di detenuti, una delle obiezioni che sono state fatte prima della legalizzazione della marijuana, e’ che questo avrebbe generato piu’ reati e aumentato il consumo, ma quello che e’ successo in Portogallo e Olanda smentisce queste teorie.

L’Olanda ha una popolazione di 16,6 milioni di abitanti e solo 12 mila detenuti, la sola California invece, per esempio, ha una popolazione di 36,7 milioni con 171 mila detenuti nelle carceri, molti dei quali in prigione solo per fumare o vendere marijuana. Ma evidentemente qualcuno negli States preferisce riempire le carceri di giovani piuttosto che legalizzare la cannabis.

http://notiziefresche.info/olanda-si-chiudono-le-carceri-per-mancanza-di-criminali_post-147869/

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Un anno decisivo

Esattamente un anno fa nasceva l’ASCIA, un’associazione fortemente voluta da un gruppo di persone che hanno iniziato a sviluppare sinergia all’interno della Coalizione e che continua a rimanere la punta di diamante della nostra battaglia, avendo la capacità di inviare comunicazioni ed informazioni a circa 100.000 utenti della rete.

Quando abbiamo costituito l’associazione ci eravamo preposti un anno di attività per poi trarre un bilancio e valutare sull’opportunità di mantenere in vita l’ennesima organizzazione antiproibizionista qualora non avessimo avvertito cambiamenti nella linea politica nazionale ed internazionale, oppure, in virtù del nostro lavoro, di un eventuale cambio del panorama governativo e quindi politico, di segnali di apertura a livello internazionale e potendo constatare un rinnovato entusiasmo tra i consumatori, avremmo deciso di continuare nell’obiettivo che ci siamo dati: la regolamentazione della coltivazione domestica e il riscatto morale dei coltivatori e consumatori in proprio.

Alla luce di quanto è accaduto negli ultimi 6 mesi del 2011, chiaramente l’ASCIA continuerà nel suo lavoro di informazione, mobilitazione e soprattutto come permanente elemento di stimolo nei confronti delle opportunità che si sono create fino ad ora.
Si apre l’anno decisivo, quello che deve vedere, dopo decenni di persecuzione, il giusto riconoscimento etico e sociale alla cannabis e ai suoi estimatori.

Sulla scacchiera l’antiproibizionismo ha posizionato delle ottime pedine, ma che ora vanno caldeggiate a livello politico e sostenute in quello mediatico.

Le forze politiche che si sono dichiarate chiaramente ed inequivocabilmente a favore della regolamentazione sono: i Radicali, i Verdi, SEL, il PLI per mezzo del Movimento Liberali Antiproibizionisti e due senatori del PD, sarà compito di ASCIA andare a trovarli tutti, in special modo i responsabili del MLA che hanno preannunciato una raccolta di firme e una manifestazione nazionale nei primi mesi di quest’anno e i senatori Della Seta e Ferrante ai quali chiederemo maggiori informazioni sulla loro iniziativa e valutare insieme come poter premere sull’attuale governo affinché sia inserita nell’agenda dei lavori parlamentari.

Cercheremo di prendere contatti e poter arrivare fino alle segreterie dei ministri competenti sulla questione cannabis, e se ci riusciremo, auspichiamo di poter parlare direttamente con i ministri interessati e coinvolti in questa illogica persecuzione e che vanno dal ministro dell’Interno, a quello della Salute, degli Affari Sociali e della Giustizia.

Ma la tappa più importante sarà quella che si giocherà a Vienna a marzo, nella sede dove le indicazioni per una nuova azione di politica verso le “droghe” potrebbero ribaltare l’attuale scenario e vederci speranzosi nei confronti di forme di tolleranza nel pieno rispetto dell’individuo e delle sue scelte.

Da Vienna iniziano ad arrivare notizie sull’organizzazione di una grande mobilitazione europea da effettuarsi in concomitanza del summit mondiale e che prevede forme di protesta assolutamente pacifiche ma di grande risonanza, intanto la rete dei movimenti antiproibizionisti che si è riunita a Pisa lo scorso autunno, si riunirà di nuovo nei prossimi giorni per iniziare a preparare la campagna per Vienna con la speranza di poter affittare decine di pulman e portare una nutrita ed agguerrita rappresentanza dall’Italia, chiaramente vi terremo informati appena ci saranno notizie ufficiali.

Anche il direttivo di ASCIA si riunirà nei prossimi giorni per mettere a punto la strategia da seguire e le iniziative da sviluppare, con la speranza di diventare inutili nel 2013, ma visto che ancora pensiamo di essere utili, continuiamo a chiedere il vostro sostegno associandovi ad ASCIA e darci più forza negli incontri che sapremo sviluppare.

La campagna di tesseramento andrà avanti fino a maggio, il mese in cui cercheremo di organizzare l’assemblea nazionale dei soci e discutere tutti insieme su cosa è accaduto a Vienna, su cosa stia cambiando nel nostro Paese e se sia il caso di fare una gran bella festa liberatoria o riprendere di nuovo il moschetto per tornare in trincea.

E nonostante gli spettri che continuano ad agitarci davanti agli occhi …che sia un buon anno per tutti, un anno di lotta certo, ma che sia anche sereno!

ASCIA

Legalizziamolacanapa Org Team

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Buone feste a tutti gli amici di Maria!

A meno che non ci siano notizie “sconvolgenti” ci aggiorniamo al prossimo anno, auguri a tutti di serene e fumose feste!

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