Anche il pregiudizio è una droga allucinogena

Abbiamo un interessante esempio di come l’uso improprio della psicologia della comunicazione possa stravolgere una notizia, una ricerca scientifica, riferendola modificata nel suo significato originale, con opportune omissioni, al fine di suggerire nel lettore l’idea voluta, diversa dal risultato effettivo della ricerca.

Una ricerca australiana sull’uso della cannabis con il tabacco, viene riferita in due modi diversi, uno viene spiegato in modo obiettivo dal Dott. Francesco Crestani, medico chirurgo e Presidente dell’Associazione Cannabis Terapeutica e l’altro, ovviamente in modo allarmistico, dal DPA di Serpelloni.

Ve li proponiamo entrambi, stessa ricerca, stessa data, il 2 aprile 2013!

Ecco il primo redatto da Francesco Crestani dell’ACT:

http://droghe.aduc.it/articolo/cannabis+tabacco+ne+riduce+effetti+positivi_21217.php

Cannabis, il tabacco ne riduce gli effetti positivi.

Il fumo fa male, questo ormai è ben noto. Parliamo di tabacco, ovviamente, che riduce l’eventuale effetto positivo della Cannabis.

Lo dimostra uno studio eseguito in Australia su 350 soggetti di più di quaranta anni. (http://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0306460313000257)

I ricercatori dell’Università del New South Wales hanno valutato gli effetti sulla salute della cannabis fumata da sola, del tabacco, e dell’associazione cannabis-tabacco (un altro gruppo, che non usava nessuna delle due sostanze, fungeva da controllo).

I risultati, pubblicati sulla rivista Addictive Behaviors (http://www.journals.elsevier.com/addictivebehaviors) dimostrano che il fumo di sola cannabis dà luogo a condizioni di salute significativamente migliori rispetto a al fumo di solo tabacco o alla combinazione di entrambe le sostanze.

Gli autori hanno riferito che i soggetti che usavano solo la cannabis riportavano uno stato di salute generale “decisamente migliore” e con meno problemi legati al fumo rispetto al gruppo “solo tabacco”. Entrambi i gruppi di tabagisti riportavano significativamente più muco / espettorato rispetto agli altri due gruppi (gruppo cannabis sola e controlli). Da notare che il gruppo “solo cannabis” riportava minor frequenza di mal di testa e di problemi intestinali rispetto agli altri gruppi, compresi i controlli. I soggetti “solo cannabis” avevano meno probabilità di riportare diagnosi di cancro e di diabete rispetto a tutti gli altri gruppi, compresi i controlli, tuttavia queste differenze non hanno raggiunto la significatività statistica. Inoltre i tre gruppi di fumatori riportavano una frequenza statisticamente più elevata di enfisema rispetto ai controlli. Però tutti i membri del gruppo “solo cannabis” che avevano avuto diagnosi di enfisema erano stati in passato fumatori di tabacco.

Francesco Crestani, medico chirurgo e presidente Associazione Cannabis Terapeutica http://www.medicalcannabis.it/mainpage.php

Ed ecco il secondo a cura del DPA:

http://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0306460313000257

L’ Australia, studia gli effetti a lungo termine del fumo di cannabis e tabacco.

La cannabis risulta essere la droga più consumata fra gli adulti e il fumo di tale sostanza contiene molti degli stessi elementi chimici tossici presenti nel fumo di tabacco, talvolta con concentrazione fino a due volte superiore. Uno studio australiano si è proposto di identificare per la prima volta, le problematiche di salute conseguenti all’uso prolungato di cannabis e tabacco, assunti sia singolarmente sia in combinazione in un campione di soggetti adulti (con età maggiore o uguale a 40 anni) che fumavano regolarmente tali sostanze. Per lo studio sono stati reclutati 350 soggetti, 59 dei quali fumavano cannabis ma non tabacco, 88 fumavano sia cannabis sia tabacco, 80 fumavano tabacco ma non cannabis e un gruppo di controllo che non assumeva nessuna delle due sostanze (123 individui). I partecipanti hanno completato questionari inerenti l’uso delle sostanze, le condizioni mediche diagnosticate, i problemi di salute correlati al fumo di cannabis e tabacco e lo stato di salute generale. Fra i quattro gruppi sono state rilevate numerose differenze significative. In relazione alle condizioni mediche diagnosticate, i tre gruppi di fumatori hanno riportato tassi significativamente più elevati di enfisema rispetto al gruppo di controllo. Tutti gli individui fumatori di sola cannabis cui è stato diagnosticato un enfisema erano anche ex fumatori regolari di tabacco. Rispetto alla salute generale e ai problemi di salute correlati al fumo di cannabis e tabacco, i due gruppi costituti da soggetti fumatori di tabacco riportavano i risultati peggiori. Il consumo di cannabis, oltre agli effetti psicotropi, condurrebbe dunque alla comparsa di problematiche polmonari più marcate quando assunta in combinazione con il tabacco.

Si può notare come nella versione del DPA si inizi subito col denigrare la cannabis, presentandola come peggiore del tabacco, quando il risultato della ricerca stessa dimostra il contrario, ossia che il fumo del tabacco è più dannoso della cannabis, come dimostrato anche da altre ricerche.

Viene poi omesso il particolare che i fumatori di sola cannabis avevano minore frequenza di mal di testa e di problemi intestinali e minori probabilità di riportare diagnosi di cancro e di diabete degli altri gruppi, compreso quello di controllo, ovvero chi non fumava proprio niente, né tabacco né cannabis!

Sembra che il DPA sia proprio ossessionato dagli effetti psicotropi della povera pianta di canapa: anche quando la ricerca scientifica ne dimostra gli effetti benefici questi vengono taciuti, omessi, mentre vengono puntualmente sottolineati e rimarcati ossessivamente i presunti danni che provoca, tutti da dimostrare, in costante contrasto con i risultati scientifici seri che ci giungono da internet.

Sempre di più sembra che la canapa faccia bene, che sia una pianta generosissima di proprietà terapeutiche, ma il severo giudizio morale dei proibizionisti sugli effetti psicotropi la rende comunque pericolosa ai loro occhi, più del tabacco e dell’alcool, anche se la scienza dice il contrario.

Insinuano persino dubbi sulle proprietà medicinali già dimostrate e costantemente cercano e inventano nuovi motivi di pericolosità, tutti invece indimostrabili.

Viene da pensare che se anche si scoprisse con certezza che la canapa, oltre alle proprietà terapeutiche già conosciute, potesse essere la cura dei peggiori mali, preferirebbero continuare a denigrare e mentire pur di non ammettere di aver avuto torto e di aver voluto palesemente proteggere le industrie che prosperano sui malesseri della gente, l’importante per loro è non modificare lo status quo che li rende ricchi e potenti e negare all’umanità (con perversa soddisfazione) il piacere naturale degli effetti psicotropi della canapa, molto migliori di quelli del vino, dei superalcoolici, degli psicofarmaci, del caffè e del tabacco.

Per un’ossessione così radicata verso la canapa, nei cui confronti la lotta alle vere droghe, quelle veramente pericolose, sembra passare in secondo piano, ci sembra che il pregiudizio abbia prodotto risultati mentali allucinatori, che impediscono di valutare con mente aperta l’enorme potenziale curativo della resina della pianta di canapa e i suoi impieghi nell’economia di mercato, in nome di un giudizio morale sugli effetti psicotropi che non sta né in cielo né in terra, ma che ci è stato imposto a suon di carcerazioni esagerate, ritiri di patenti, emarginazione e stigmatizzazione sociale, ipercontrolli e rastrellamenti delle forze dell’ordine, denigrazione da parte dei giornali al momento dell’arresto, umiliazione nel dover “essere recuperati” dalle comunità cattoliche e conseguente distruzione delle risorse economiche e della vita sociale di migliaia di individui.

I coltivatori-consumatori di canapa non fanno del male a nessuno: i proibizionisti fanatici e pieni di pregiudizi sono invece socialmente molto pericolosi, specialmente quelli che si trovano in una posizione di potere, per il dolore ed il danno inutili che arrecano nel voler imporre la propria visione paranoica della canapa, spesso senza neanche averla mai provata!

Il pregiudizio può essere più allucinogeno dell’LSD nel valutare ciò che è bene e ciò che è male e soprattutto nel volerlo ostinatamente imporre a chi non la pensa nello stesso modo!

Ribellarci a tale persecuzione non è solo un nostro diritto, ma un dovere spontaneo.

Pierpaolo Grilli – ASCIA

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