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“Solo”: il Re proibizionista

leggi prima qui:

http://www.legalizziamolacanapa.org/?p=5456

http://www.redattoresociale.it/TopNews.aspx?id=429014&utm_source=twitterfeed&utm_medium=twitter

Il dirigente capo del DPA il dott. Serpelloni dovrebbe confrontarsi con la politica sociale del nostro paese e ottenere consensi da questa, prima di proporre progetti e attuare operazioni di ambito sociale e prima di sbandierare accrediti di politiche (rigorosamente proibizioniste) e di investitori esteri… e invece decide lui la nostra strada, la strada da seguire, senza un confronto pubblico ne riscontri concordanti, ma avallato invece dalla criminogena Legge Fini-Giovanardi, fomentato dalle diverse lobbies di interesse come da quella della giustizia e delle carceri, accreditato da alcuni enti italiani in copartecipazione col DPA (dove il dpa mantiene sempre il suo ruolo dirigenziale e detta le linee guida a chi vuole stare al “gioco”) e da quegli stati esteri che sono interessati al business proibizionista e hanno interesse a investire con finanziamenti e sovvenzioni nel florido mercato delle terapie e dei percorsi d recupero e nella fallimentare guerra alle droghe illegali, in sintonia con quanto sta accadendo in Italia.

Un coordinamento territoriale sempre piu’ Simile ad una tela di Penelope quello tessuto all’interno di uno stato proibizionista sotto lo sguardo propositore e controllore del DPA di Serpelloni, un tela tessuta nel suo nome e nella sua totale apparente liberta’ politica gestionale, una tela che ha reso ricco e potente questo dipartimento e chi vi ruota attorno piu’ di qualsiasi altro ente, nel tempo record di appena 5 anni!!

Analizzando però le promozioni, i dati di spesa, i costi, ma soprattutto i successi e gli insuccessi, si nota subito che tutto questo ‘operare’ non giustifica i risultati ottenuti, che secondo i dati e le statistiche, risultano essere controproducenti, inutili e di dubbia utilità sociale.(Serpelloni predilige importare dagli stati proibizionisti politiche che sono gia’ risultate fallimentari da dove provengono e dove sono state applicate).

Foschie appaiono soprattutto nel nodo irrisolto della differenziazione tra consumi, dipendenze e spaccio, che in particolar modo si ricollega alla non regolamentata auto-coltivazione di cannabis per uso personale (che sembra essere il punto primario, se non unico, di assedio cui si rivolgono le politiche di Serpelloni nonostante ,stando ai dati, i maggiori aumenti dei consumi si rilevano proprio riguardo la cannabis), etichettatata “d’ufficio” quale veicolo e causa di una paventata, discutibile ed inverosimile, più generale tossicodipendenza… (ovviamente la cannabis non causa morti ed è qui che forse trovano riscontro i dati creati e riportati dal DPA sul calo delle morti dei “nuovi tossicodipendenti” creati anche questi d ‘ufficio).

Più volte è stato chiesto di avviare un confronto serio obiettivo imparziale (sul fronte delle politiche degli interventi e sui diversi approcci giuridici medici e scientifici) con le associazioni e anche in ambito parlamentare, ma nonostante i ripetuti appelli di esperti del settore e di politicanti dei piu’ disparati schieramenti il nostro dott. “Solo”, il re proibizionista, continua a farsi indisturbato la sua strada, porta avanti i suoi affari chiuso nel suo fortino, vantando come risolutiva la linea da lui stesso importata proposta, pubblicizzata e poi commercializzata..

Poi va a Vienna, alla Conferenza dell’ONU sulle droghe (disinteressandosi di promuovere però la medesima in Italia) e racconta in barba a tutti la sua versione della verita’…eludendo tra l’altro di riportare le volonta’ espresse dal Ministro Riccardi (con delega alla famiglia e al DPA) che tempo fa aveva invitato ad una discussione sulle droghe da lui stesso definite “leggere”.
Senza voler considerare, ma lo facciamo perche’ ci sembra doveroso, sempre in questa sede dipartimentale, gli interessi criminali di una mafia organizzata che in tutta Europa, ma ancora di più in Italia, fa del mercato delle sostanze illegali il suo cavallo di battaglia, favorita in modo più o meno palese dalle politiche di Serpelloni, dove entrambi incontrano un indiscutibile consenso comune e reciproco nel mantenere vivo il proibizionismo e la cannabis illegale (la marijuana dove e’ stata depenalizzata o regolamentata, ha portato ad un calo reale dei consumi e ha dato un aiuto importante alla lotta al crimine organizzato!)

Chi come la LILA… prenda atto della chiusura totale al dialogo del DPA, smetta di interessarsi al suo operato in questi termini e non chieda ulteriori chiarimenti su dati, non scoperchi pentole sugli intrecci economici e sugli utili di fini sociali …e tutti i cittadini, gli enti non ancora caduti nella ragnatela proibizionista del DPA e tutte le realtà associative si adeguino e si conformino alle linee guida, ideologie e alle attività del nostro fallimentare Dipartimento Politiche Antidroga.
Cosi è deciso, passo e chiudo
.”

Così è deciso“, direbbe ora il nostro giudice onorario delle Drugs Court USA.
Passo e chiudo“, direbbe ora “Solo” il nostro sovrano Re proibizionista.

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1 comment to “Solo”: il Re proibizionista

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