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Cannabis. La 'genetica' di Serpelloni.

Spesso, per giustificare l’origine del supposto aumento di THC, i mass media si sono riferiti a questa “nuova” cannabis come “super-marijuana”, a loro dire un tipo di “marijuana OGM” o “transgenica”, ossia modificata geneticamente: ciò non è assolutamente corretto, trattandosi piuttosto di incroci indotti dall’uomo, per selezionare il carattere della produzione di THC, come si fa ad altri scopi, per selezionare ad esempio le razze di gatti e cani.

Con il termine ‘organismo geneticamente modificato’ s’intendono invece soltanto gli organismi in cui parte del genoma sia stato modificato con le moderne tecniche di ingegneria genetica, come succede ad esempio, in ambito animale, GloFish o Ashera.

Il capo del DPA, Giovanni Serpelloni, non dovrebbe quindi diffondere falsità e inesattezze sulle droghe (sulla cannabis in primo luogo) come fa qui in più punti: http://www.politicheantidroga.it/comunicazione/notizie/2013/maggio/sip.aspx senza alcuna “accordanza o concordanza” scientifica che certifichi la veridicità di quanto afferma.

Se lo fa è perché o è il “dottore” ad essere geneticamente modificato o perché ha secondi fini di parte, ormai è chiaro un po’ a tutti, non siamo certo i soli ad esserci accorti delle sue contraddizioni, visto l’interesse che nonostante la censura e la mala informazione del dipartimento che dirige, sta destando sempre più negli ambiti associativi, sociali, informativi e giornalistici. Considerando anche l’aumento della criminalità e dei consumi a tutto campo da quando vengono applicate le sue politiche, proprie del solo Serpelloni e di nessun altro.

Noi apprezziamo e rispettiamo il suo ruolo ed impegno nel voler prevenire l’uso di droghe e di cannabis soprattutto per i minori, ma siamo un pò meno entusiasti per il risultati ottenuti e per i modi impiegati.

Durante il suo 7ennato di impegno specifico e continuo, non è riuscito o non ha voluto, ottenere risultati positivi, riportando di fatto risultati opposti: ma questo lo si sapeva già, il proibizionismo sulle droghe e sulla cannabis ha sempre ottenuto effetti contrari e disastrosi, ci dispiace che il capo DPA non lo sappia o magari faccia finta di non saperlo e che continui ad andare in giro a far proselitismo raccontando falsità prelevate direttamente dal proibizionismo ‘modello USA’ del 1930, mettendo così a rischio la salute di molti giovani.

Noi a differenza sua informiamo per spirito di solidarietà e per etica, gratuitamente senza secondi fini e per salvaguardare davvero qualche vita, e non certo dalla cannabis, da Serpelloni sempre così tanto nominata e perseguitata, in quanto come è ormai risaputo di cannabis non si muore e può avere molteplici effetti benefici se usata consapevolmente, specie in ambito sanitario.

Inoltre, nonostante se ne dicano di tutti i colori senza validi supporti scientifici, si sa che la cannabis resta a tutti gli effetti una delle sostanze meno pericolose, anche rispetto a ‘droghe legali’ vendute liberamente e pubblicizzate, ed è infatti considerata in quasi tutto il mondo ‘droga leggera’ (proprio come e quanto lo era prima dell’ avvento della Fini-Giovanardi e dell’ascesa di Serpelloni alla dirigenza del DPA), la cui ‘dipendenza da abuso’ (se così si può chiamare), solo psicologica e soggettiva, è paragonabile a quella del caffè.

Una sostanza, agli antipodi di eroina e cocaina e più innocua dell’alcool, del tabacco e di molte altre sostanze. E questo è dimostrabile scientificamente, come tutte le nostre affermazioni.

Ma sappiamo che “il capo” non sa accettarle e prenderle in considerazione, né apre mai possibilità a seri dibattiti pubblici e a confronti scientifici, forse perché sa bene che, nelle giuste sedi e con le modalità opportune, ne sarebbe sopraffatto.

“La teoria del 16 percento” (per Serpelloni… il 46!!??) è ad esempio un assunto nato a cavallo fra gli anni ottanta e gli anni novanta, secondo il quale la marijuana in commercio al giorno d’oggi sarebbe da ritenersi non più “droga leggera” bensì “droga pesante”, in virtù del suo contenuto di THC, quadruplicato rispetto al passato, ossia passato dal 4% circa al 16%. E’ quindi una teoria che avalla implicitamente l’esistenza di una distinzione tra “droghe leggere” e “droghe pesanti”. Ne sono state presentate innumerevoli varianti a seconda del periodo storico e della percentuale di THC indicata, con estremi citati che vanno da un minimo dell’1% ad un massimo del 37%;  in questa ottica la “potente Marijuana di oggi”, frequentemente chiamata “Skunk”, è spesso e più che altro usata a fini medici la dove è consentito, non di certo in Italia, anche perché è molto difficile trovarla nelle piazze nostrane di spaccio “illegale”.

Ancora, ad oggi, Serpelloni saprebbe dirci dov’è e quanta ne circola illegalmente in Italia di questa “marijuana al 46%” che tanto annovera?

E come può, il dottore, prima affermare che le droghe siano tutte uguali e poi chiedere di far attenzione a quelle più “concentrate”, per poi trattare tutte le sostanze allo stesso modo?

La teoria del passaggio > La confusione diffusa, forse volutamente, sull’argomento e la scarsa conoscenza scientifica dell’opinione pubblica in tema di “droghe” ha fatto si che questa teoria rimanesse in vita, riciclata ampiamente dai proibizionisti negli anni ottanta e spesso, più o meno in buona fede, spacciata per verità scientifica accertata. Reagan e la moglie Nancy negli Stati Uniti, così come Bettino Craxi in Italia, furono i fautori della “War on Drugs” e del conseguente inasprimento delle leggi riguardanti la cannabis, usando questo assunto ‘del passaggio’ come il principale cavallo di battaglia. In Italia al giorno d’oggi sono ancora molti i politici, soprattutto del PDL, ad affermare che non esistano differenze tra “droghe leggere” e “droghe pesanti” e che le prime costituiscano un ponte per arrivare poi alle seconde, sia a livello farmacologico che a livello psico-sociale, di bisogno di “evasione dalla realta’”, tipico della “cultura della droga”.  In più occasioni hanno manifestato opinioni simili sulla cannabis, Gianfranco Fini, Carlo Giovanardi, Pier Ferdinando Casini, Girolamo Sirchia, Ignazio La Russa e molti altri, fra questi ovviamente anche il dottor Serpelloni, che politico non è ma che  inspiegabilmente si ritrova a far lui, da solo, le politiche sulle droghe nel nostro paese.

Emerge poi con forza come Serpelloni tratti l’argomento droghe con ben poche priorità sanitarie e con troppe modalità giudiziarie, oltre ad avere una visione pregiudizievole ed ideologicamente fallimentare. Il che fa del DPA, principalmente, un ente utile alla persecuzione dei consumatori e molto meno alla riabilitazione o alla prevenzione all’uso e all’abuso.

La droga (quella pesante, quella ‘vera’) non è una questione di ordine pubblico, ma un problema sanitario e lo dicono chiaramente  anche i garanti dei diritti dei detenuti, che sono per la maggior parte semplici consumatori o tossicodipendenti!

Il diffondersi della consapevolezza riguardo all’innegabile infondatezza scientifica della “Teoria del passaggio” è inoltre una probabile causa della diffusione della successiva, cosiddetta, “Teoria del 16 percento”, secondo la quale, come già detto, la marijuana in vendita “oggi” sarebbe molto più potente di quella del “passato”, in base ad un contenuto medio di THC superiore di oltre il 16% che la qualificherebbe a pieno titolo come “droga pesante”. (anche se, prima che della cannabis, bisognerebbe parlare di alcool, droghe farmaceutiche da prescrizione e tabacchi, come onesta ‘introduzione’ alla “cultura delle droghe… di stato”).

Se le donne fumano cannabis, il neonato avrà un rischio otto volte maggiore di sviluppare una forma di dipendenza in età adolescenziale.(cit.) ?

Serpelloni afferma quindi che le donne che hanno fumato cannabis, anche solo una volta, poi daranno alla luce dei figli che avranno problemi di dipendenze e che magari useranno a loro volta marijuana, come fosse un virus, come se la cannabis avesse la capacità di alterare, trasformare e modificare il genoma e il dna umano e quindi di predefinire le scelte future del nascituro? Sta per caso dicendo che le donne che consumano abitualmente caffè, the o camomilla, anche queste ‘droghe’, o che giocano a poker, mettano a repentaglio la salute della progenie, inducendo i nascituri a soffrire di dipendenze patologiche? O che magari le dipendenze siano infettive?! (mentre più verosimilmente sappiamo essere ‘endemiche’ all’essere umano).

Come il dottore saprà, ma forse no, per queste sostanze appena citate e di largo consumo esistono stati d’intossicazione specifici e l’abuso può comportare dipendenze patologiche e perfino psicosi, al contrario per la cannabis non esiste e non è stato individuato il ‘coma cannabico’, né intossicazioni di sorta, se non quello stato di alterazione detto “sballo” che dura poche ore e che ha rilevanza solo per le prime assunzioni, dato che grazie agli endocannabinoidi presenti nel nostro organismo, si crea subito una naturale tolleranza specifica alla sostanza e allo “sballo” stesso, a quella ‘intossicazione’ come piace chiamarla a Serpelloni.

Ma non erano tutte uguali le droghe? O Serpelloni è molto confuso o crea volutamente confusione. Ci stupisce vedere come il dottore non sappia prendersi le benchè minime responsabilità degli insuccessi delle sue stesse politiche, e siamo impressionati dopo aver assistito alle grandi campagne anti-cannabis (il DPA ha fatto prevalentemente questo), di come possa poi attribuire la colpa dell’aumento dei consumi ai movimenti antiproibizionisti che a suo dire: “diffondono l’idea che la cannabis non faccia assolutamente male.(cit?) – Sta forse negando l’esistenza del sistema endocannabinoide umano? Quando tutti sanno, per esperienza storica e grazie ai tanti studi e ricerche che lo confermano come se non bastassero i fatti, che le politiche e le campagne proibizioniste fanno solo aumentare i consumi, la corruzione politico-militare e rafforzano e favoriscono  la criminalità organizzata.

Caliamo poi un velo pietoso sulle modalità di rilevazione dei consumi tramite l’analisi delle acque reflue di ben 18 centri urbani… risultato che è figlio del suo personale impegno, insieme a società italiane compiacenti e  ”complici”, noi ci fidiamo di più di quelle ricerche rodate e provate del Cnr o dell’Unodc, che obiettivamente, ci sembrano avere logica e affidabilità molto più rilevanti.

Vista e provata, ancora una volta, la sua dubbia competenza o malafede chiediamo a Serpelloni di farsi da parte con un gesto nobile, per quanto forse di nobile non ci sia nulla nel dottore, criticato perfino dal suo “maestro” di studi, lo stimato Prof. G. Gessa, il quale contraddice tutte le posizioni di Serpelloni, considerate spiegazioni ‘assolutamente personali’ di studi e ricerche sulla cannabis.

Legalizzare la cannabis e le droghe in genere, è l’unica politica saggia e assennata da proporre e da perseguire se si vuole ottenere un risultato positivo di riduzione del danno, per quanto parziale; le droghe infatti non verranno mai debellate e finche esisterà l’essere umano, che le consuma da sempre e sempre continuerà a consumarle, esse circoleranno. Non è assolutamente corretto dichiarare e condurre una ‘guerra’ di stampo militare ad una o a più sostanze, più consono sarebbe fare la “guerra al mercato nero” (legalizzando) e quindi al proibizionismo stesso, che è un omaggio all’illegalità e permette il diffondersi dei consumi e della criminalità. E che fa crescere, a quanto pare, anche il sistema e il business delle comunità di recupero.

Serpelloni perciò, oltre a fare inutile terrorismo mediatico sulla cannabis, ignora e ha dubbia competenza generale sull’argomento droghe, o è volutamente poco chiaro? oppure è il dottore stesso ad essere semplicemente …”geneticamente modificato”… al 46%?

Del combattivo e ambizioso Serpelloni è anche la firma posta in calce agli articoli pubblicati dall’Italian Journal of Addiction, diretto da lui stesso, editato e finanziato dal Dipartimento nazionale antidroga, di cui egli stesso è capo. Insomma, il Dipartimento Antidroga, ovvero Giovanni Serpelloni, fa anche ricerca: se la commissiona, se la finanzia, se la giudica e se la pubblica. Una procedura che non rappresenta esattamente una garanzia di indipendenza e di valore, considerato soprattutto, e non v’è dubbio, che in questi anni il DPA si è caratterizzato come un soggetto politico, autoreferenziale, che non risponde a nessuno delle sue scelte operative e delle sue posizioni pubbliche. Un potere assoluto, irresponsabile e senza controllo.

Vede caro (costoso) dottor Serpelloni, il troppo è come il mancante…troppo è un errore, in lingua italiana, e storpia.  Lei sembra aver perso il senso del limite. Lei è davvero “troppo”. E noi, al solito, la sfidiamo ad un confronto diretto.

Giovanni M. – L.A. – Ascia

http://www.ascia-web.org/home/?p=1017

Legalizziamolacanapa Org Team

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10 comments to Cannabis. La ‘genetica’ di Serpelloni.

  • andrea

    il bello è che sto asino è ancora li al potere a fare i suoi sporchi giochi di disinformazione e il bello è che la gente ci crede!! poi magari nel suo studio privato chissà cosa non prescrverà ai suoi pazienti!! gia mi immagino analgesici oppiacei e psicofarmaci in vetta alle sue ricette!! che schifo!! per farla breve andatevi a vedere i video dell’Agente Lisa su you tube, si può ben osservare la mafia politica, medica supportata dai suoi servi appunto i poliziotti!!

  • fiorenzo.M

    fa spiacere leggere assurde competenze in tema cannabis. Ricordo che :faccia bene o faccia male, solo io ci devo pensare. Poi di tutte le stronzate da “mastini” non ne posso più. Quello che so è il fatto che, non accetto indicazioni su posologie ed effetti… “dei Serpelloni” ne ho pieni i coglioni !!!

  • PxS.

    Politicamente il DPA risponde a PdL, Lega e UDC (o come si chiamano adesso).
    Sia il DPA sia l’AIFA sono stati creati da quel governo

    http://it.wikipedia.org/wiki/Governo_Berlusconi_II

    E’ pur vero che partiti tipo il PD o media tipo Rai3, La7 e Repubblica sono stati, e sono, in silenzio stampa: silenzio stampa proibizionista.
    E che sono di quell’area politica lo possiamo vedere, oltre che dall’indirizzo politico -”scientifico”, anche dal fatto che si potevano creare dipartimenti e agenzie d’ogni tipo, se pure hanno un senso visto che i ministeri esistono per quello, e dal fatto che la creazione di società esternalizzate, consigli d’amministrazione(generalmente fasulli), agenzie e dipartimenti d’ogni tipo, insomma: tutta una parte dell’apparato delle spese improduttive dello Stato italiano, che poi deve svenderesi sanità, salute, sicurezza, patrimonio immobiliare, patrimonio archeologico, ecc…, sono stati un affare tipico di quel governo (e di questo?). In più queste società o dipertimenti pagati dallo Stato italiano, oltre che esser tipici, sono anche tipici per l’effetto duplice: depauperamento del privato (prezzo di farmaci e “droghe” controllati e venduti dai cartelli, danni alla salute, danni psicologici, ecc…) e nazionale (spese improduttive dello Stato, evasione fiscale, produzioni mai nate, ecc…).

    Ecco qualche esempio per far capire che la priorità non era la salute pubblica. Perchè il suddetto governo Lega-UDC-PdL (col silenzio dei vari PD, Rai3, Repubblica, La7, ecc…) non ha creato, ad esempio, questo?:

    Dipartimento Politiche Anti-Cancro o Dipartimento Politiche Anti-Malattie Cardiovascolari
    Dipartimento Politiche Anti-Corruzione
    Dipartimento Politiche Anti-Evasione
    Dipartimento Politiche Anti-Illegalità
    Dipartimento Politiche Anti-Inquinamento
    Dipartimento Politiche Anti-Infrazioni del Codice della Strada
    Dipartimento Politiche Anti-Maltrattamento sulle Donne
    Dipartimento Politiche Anti-ecc….

    oppure:

    Agenzia Italiana Cibi Grassi & Dolci
    Agenzia Italiana Prodotti di Pornografia ed Erotici
    Agenzia Italiana Videogame e Social Network
    Agenzia Italiana Videopoker & Giochi d’Azzardo
    Agenzia Italiana Alcool e Derivati
    Agenzia Italiana Armi Improprie
    Agenzia Italiana Veicoli Pericolosi
    Agenzia Italiana ecc…

  • Nessundorma

    caro Mirco ,usando tuoi stessi toni, ma ti e’ mai sorto il dubbio di aver capito o interpretato male cio’ che leggi prima di attaccare pipponi e dare presuntuose spiegazioni medico scientifiche riguardo un articolo o parte di questo pubblicato in un sito specializzato su argomento e con anni(tanti) di esperienza nel settore e sull argomento canapa?………..caliamo un altro velo pietoso sulle capacita cognitive di qualche lettore?!.. ;) grazie ci hai illuminato tutti,non so proprio come farebbero senza di te e tue delucidazioni.Mitico!!

    • Mirco

      Salve Nessundorma, premetto che penso di aver peccato di presunzione: probabilmente non ho avuto la modestia di scrivere in un italiano intelligibile, chiedo venia.
      Il dubbio da Lei sollevato, le confesso, mi coglie spesso, essendo consapevole delle mie scarse facoltà intellettive, rileggo spesso gli articoli che suscitano in me delle perplessità, in particolar modo quelli sintatticamente e grammaticalmente convulsi come il presente.
      La conclusione a cui una povera mente arida ed angusta come la mia era arrivata dopo la rilettura era quella espressa nel commento antecedente, forse in maniera troppo recisa ma non personalmente offensiva, credo.
      Non c’era bisogno di nessuna ulteriore esegesi del testo, fin troppo elementare e saturo di inesattezze per essere stato scritto da chi si professa esperto del settore.
      Mi piacerebbe che chi si fa carico di muovere obiezioni verso il DPA e quindi di perorare in favore dell’ antiproibizionismo, lo facesse con cognizione di causa, con logica e non con argomentazioni pseudoscientifiche facilmente oppugnabili da chi è relmente erudito in materia.

      In parole povere ribadisco il concetto: la refrattarietà ad una sostanza (ovvero la minor efficacia di questa al protrasi del suo consumo nel tempo) è la conseguenza dell’assuefazione a quella sostanza (ossia dell’abitudine che un organismo sviluppa in presenza del suo consumo protratto). Per alcuni autori sono le due faccie della stessa medaglia e sono le condizioni poste alla base della dipendenza fisica.
      Ergo, se si sviluppa tolleranza, si è assuefatto e si è incontrovertibilmente dipendente.
      Tutto questo con i cannabinoidi non avviene proprio, neanche dopo un abuso intenso e prolungato, quindi come si può attribuire la causa di un fenomeno inesistente agli endocannabinoidi?

      Cordialmente, da un mentecatto qualsiasi…

  • zanzi

    Chiedere la chiusura del DPA nn sarebbe male.Tanto sono pagati x arricchirsi alle ns spalle,mentre ci massacrano “fuori” e “dentro”. Direi che basta e avanza.

  • Marco G.

    Se il crapon ha una teoria la dimostri, vuole dire che la marijuana geneticamente modificata “sempre che questa esista” fa male:
    Bene qui siamo tutti naturisti, che si batta con noi anche per vietare i cibi geneticamente modificati (non conoscevamo questo aspetto ecologista del serpe.)
    Si metta anche ad indagare se esiste in circolazione del tabacco, proveniente dagli USA, geneticamente modificato, visto che quello è sicuramente usato da parecchi milioni di persone.
    Quindi se è contrario alla Super-Marjiuana, sara favorevole a quella normale, spero che non avrà confuso l’ibridazione con la modificazione genetica, un tuttologo come lui che scambia l’ibridazione (inventata da un frate) con l’ingegneria genetica.
    Quindi ammette che la quantità di THC eccessiva fa male:
    Com’è allora che in tutti gli studi del Nida o del Dpa usano e si basano proprio sul THC sintetizzato e ci venite dire “a raccontare” che è la cannabis che fa male?
    In questo modo riuscireste a dimostrare che anche il tea fa male, basta imbottire alcune persone con della caffeina pura, “si può anche dimostrare che i limoni fanno male, facendo ingerire a dei disgraziati dell’acido citrico concentrato”, (perché allora non fate i vostri esperimenti con l’alcol etilico puro, o iniettando della nicotina, o magari immergendo qualcuno nella glicerina “potreste persino dimostrare che le saponette LUX fanno male e danno dipendenza”)..

    Risolvere il problema è semplicissimo, permettete la coltura personale di piante non geneticamente modificate!
    Vedrete che nessuno è interessato alla Super-Marjiuana, solo dei maniaci possono pensare che siamo interessati a certe cose, per noi sono paragonabili alle donne con le tette finte, non ci interessano “neppure se sono della 6° misura”, queste cose interessano soltanto a certi nani “malati e satiri”, ai maniaci con la villa in Sardegna..

  • Mirco

    “Come il dottore saprà, ma forse no, per queste sostanze appena citate e di largo consumo esistono stati d’intossicazione specifici e l’abuso può comportare dipendenze patologiche e perfino psicosi, al contrario per la cannabis non esiste e non è stato individuato il ‘coma cannabico’, né intossicazioni di sorta, se non quello stato di alterazione detto “sballo” che dura poche ore e che ha rilevanza solo per le prime assunzioni, dato che grazie agli endocannabinoidi presenti nel nostro organismo, si crea subito una naturale tolleranza specifica alla sostanza e allo “sballo” stesso, a quella ‘intossicazione’ come piace chiamarla a Serpelloni.”
    Tolleranza specifica sviluppata in tempi brevi grazie agli endocannabinoidi? Ma da dove attingete le vostre informazioni?
    Dal Journal of Stica… del dottor Serbelloni?
    Vi sembra che non abbiano dalla loro abbastanza argomentazioni fallaci per irretire l’insipiente opinione pubblica, da fornir loro ulteriori spunti per nuove mistificazioni?
    Parlando di un fantomatico instaurarsi di una celere tolleranza si corroborano le loro teorie sulla dipendenza fisica indotta dalla canapa, in quanto, il fenomeno della tolleranza è conseguente a quello dell’assuefazione ad una sostanza introdotta assiduamente in un organismo, ossia, per poter continuare a provare le stesse piacevoli sensazioni e/o i benefici ricavati dalle prime assunzioni, si dovrà aumentare progressivamente la dose della sostanza stessa, come accade ad esempio per gli oppiacei. Concetto assolutamente destituito di fondamento per ciò che concerne i cannabinoidi, i quali mantengono pressoché inalterate nel tempo le loro attività farmacologiche in caso di uso terapeutico, anche intenso, e persino in casi di abuso voluttuario cronico.
    Concludo sottolineando che, sovente, il primo nocumento alle tesi antiproibizioniste è arrecato dalla profonda nescienza degli antiproibizionisti medesimi.

    • Nessundorma

      Se hai tutta sta voglia di fare obiezioni sconclusionate perche’ non le fai vs il dpa di SerPelloni ,si dice SerPelloni…con la P.

      • TUTTIsvegli

        Ascolta dormiente, torna pure sul sito del DPA dove probabilmente lavori e quindi ne trai beneficio, restaci chiuso dentro, mi raccomando, fatevi le vostre ricerche sulle acque reflue (altamente scientifico, sissì!!), pubblicatevele e criticatevele sempre tra di voi.. La realtà fuori è un’altra.. ma questo a voi non interessa visto che il TUO capo non ci prova nemmeno ad un dialogo con le tante associazioni che lo chiedono, perchè sà che ne uscirebbe distrutto e nudo (come il re di un gran bel libro… ti dice niente?). Torna e stai nella tua ignoranza in un centro di disintossicazione magari gestito dal fratello di giovanardi a 80€ per malato al giorno(neanche un 4* costa così…), ma tu guarda… E infine.. non venire qui a fare commenti sul modo di scrivere di uno o dell’altro, qua sono i contenuti ad interessarci, non come sono scritti… E ne siamo TUTTI infintamente grati ai redattori, tutti quanti…Quanto sei piccolo, quanto sei eticamente basso… Ma STUDIA e informati che è meglio và… ma vàvà… PFUI!

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