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L'Avv. Zaina su una nuova legge sugli stupefacenti

Sono state rese note le motivazioni circa l’incostituzionalità della Fini-Giovanardi a seguito della sentenza della Corte Costituzionale, da cui si evince e viene confermato che l’illegittimità è stata valutata per vizio procedurale e non per il contenuto: http://www.cortecostituzionale.it/actionSchedaPronuncia.do?anno=2014&numero=32

Occorre quindi ora, procedere con estrema urgenza sul contenuto per varare una nuova legge che consideri i danni causati dalla Fini-Giovanardi e contempli il diritto all’autoproduzione.

Nell’ottica di portare un contributo, riceviamo dall’Avvocato Zaina e pubblichiamo, alcuni consigli e “linee guida” in approfondimento del dibattito su una nuova auspicata legislazione sugli stupefacenti :


Ritengo tutti d’accordo nell’affermare che la recente sentenza della corte Costituzionale non può costituire un punto di arrivo, bensì va ritenuta il punto di partenza per definire una nuova disciplina globale della materia degli stupefacenti.

Come da tempo sostengo, la riforma deve, pertanto, investire tutto il campo in questione, e non può, quindi, circoscrivere la propria attenzione solamente al solo tema della cannabis, sia perché plurime sono le sostanze, sia per non incorrere in futuri incidenti di costituzionalità, sotto il profilo della disparità di trattamento.

Premesso, pertanto, il metodo con il quale sono persuaso si debba intervenire, dovendosi evitare, quindi, proposte estremamente limitate – quali sono quelle attualmente avanzate da alcuni gruppi politici – e come tali palesemente insufficienti, ritengo che ci si debba muovere con alcuni obbiettivi estremamente precisi.

A mio avviso le linee guida di una nuova legge devono essere le seguenti.

1) L’uso ed il consumo personale di stupefacenti (in esso ricompreso l’acquisto, l’importazione, la esportazione e, comunque, qualsiasi condotta che risulti strumentale al fine del consumo personale) devono essere desanzionalizzati, (nessuna sanzione neppure amministrativa).

In tale contesto deve venire ricompreso anche l’uso (o l’acquisto) di gruppo, seguendo le indicazioni che sono state fornite dalla Corte di Cassazione, SS.UU., sentenza 10.06.2013 n° 25401, che lo ha equiparato all’uso personale.

A) La detenzione si dovrà, pertanto, presume destinata a fine di consumo personale
• quando il peso complessivo (lordo) non superi i 30 grammi per le sostanze di cui alle tabelle II e IV od i 10 grammi per le sostanze di cui alle tabelle I e III,
• quando il principio attivo della sostanza detenuta contenuto non superi di 10 volte la Q.M.D. .
B) Nell’ipotesi di superamento di detti limiti, il giudice – senza che vi sia inversione dell’onere della prova che è sempre a carico del PM – potrà , comunque, desumere la destinazione della sostanza ad uso personale, sulla base della valutazione della quantità, della qualità, della condizione personale di assuntore o tossicodipendente del detentore, della sua capacità economica, del confezionamento del prodotto e, inoltre, di qualsiasi altro elemento o circostanza dell’azione che possa risultare utile a tale prognosi.
C) La coltivazione di piante di cannabis dovrà essere presuntivamente destinata a produrre sostanze destinate a fine di consumo personale, quando essa attenga a massimo 4 piante in fase di fioritura.
Costituiscono, inoltre, elementi di conferma di tale destinazione, l’esame delle modalità adottate e dei mezzi utilizzati, ove essi risultino siano compatibili con un’attività di carattere domestico o, comunque, di carattere estremamente limitati.
D) Deve essere, altresì, prevista la costituzione di C.S.C. con un numero massimo di appartenenti, che si associno sul modello cooperativo. In proposito la normativa dovrà essere abbinata ad un regolamento che preveda tutte le procedure di costituzione ed operatività del C.S.C.
.

2) Le quattro tabelle – nelle quali vanno suddivise le sostanze – previste dal’art. 14 vanno confermate. Va, inoltre, confermato il principio che le pene devono essere distinte, sul principio di una differente offensività delle varie tipologie di stupefacenti.

3) Deve essere sanzionata qualsiasi forma di cessione a qualunque sia il titolo, nessuna esclusa. Ipotetiche aperture alla depenalizzazione di situazioni di cessione di minimi quantitativi, apparirebbero non solo contrastanti con le norme UE (757/GAI/2004), ma anche potrebbero risultare palesemente incostituzionali.

4) Le sanzioni amministrative devono venire abrogate in toto (sia art. 75 che 75 bis), in quanto si sono rivelate inutili.

5) L’adozione di misure cautelari coercitive deve tenere conto della condizione di assuntore o di tossicodipendente dell’indagato/imputato.
In questo caso, per l’ipotesi di reati in materia di stupefacenti, in difetto di esigenze di eccezionale gravità, si devono applicare quale cautela massima gli arresti domiciliari.

In ipotesi di reati di specie diversa (contro la persona od il patrimonio) la misura dell’arresto domiciliare potrà essere adottata, in ragione dello stato di tossicodipendenza, solo in presenza di programma terapeutico.
Parimenti deve essere garantito l’accesso ad un regime analogo a quello previsto attualmente dall’art. 89 dpr 309/90, per tutti coloro che abbiano in corso un programma terapeutico o stiano per iniziarlo.

6) Le misure alternative al carcere, per il condannato (in via definitiva) – affidamento speciale o sospensione della pena – devono tornare ad una previsione massima di sei anni.

E’ necessario che per l’assuntore od il tossicodipendente – anche se condannati in via definita per reati connessi con la loro condizione personale – viga anche nella fase dell’esecuzione la più ampia possibilità di serio recupero extracarcerario.

Avv. Carlo Alberto Zaina
avvocato.zaina@zainacoglitore.it

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11 comments to L’Avv. Zaina su una nuova legge sugli stupefacenti

  • GAP

    L’Avv. Faina conferma la sua avversione alle proposte di legge depositate ogg, preferisce le sue linee-guida un pò naziste (la sua avversione alla cessione e la richiesta punizione in ogni caso sono raccapriccianti)che non ci porteranno a nulla (visto che l’Avv.Faina non siede in Parlamento, nè mi sembra collabori con alcun gruppo parlamentare per redigere una qualche proposta di legge secondo i suoi convincimenti). I consumatori vadano pure in galera, alla peggio il lavoro per gli avvocati aumenterà. Siamo stufi di perbenismi, primedonne, e protagonismi: noi vogliamo consumare senza rotture di scatole, vogliamo che la canapa sia una pianta normale: se io offro un bicchiere, una bottiglia anche di Vodka a un mio amico mica rischio la galera! E perchè dovrei rischiarla se cedo o mi viene ceduto un paio di grammi d’erba? Legalizzare e basta! Intanto appoggiamo ogni proposta di legge in questa direzione, a partire dalla Farina-Gozzi. Antiproibizionisti sempre!!!E per principio.

  • Pierpaolo Grilli

    Vorrei scrivere qualcosa a titolo personale, anche se credo che quanto esporrò sia condiviso dal resto dell’ASCIA, almeno sul piano ideale. Devo dire che ho alcune perplessità, pur apprezzando il resto delle linee guida (i punti 4,5 e 6)intendendo come reato penale per la canapa solo i casi di coltivazioni molto estese o detenzione di enormi quantitativi di canapa quando si accerti che siano effettuati dalle organizzazioni criminali ai fini di esportazione o immissione sul mercato nero nazionale.

    In particolare vorrei cominciare dal punto 1A: ritengo che 30 grammi detenuti a casa siano un quantitativo irrisorio rispetto alle scorte annuali che permetterebbero ad un coltivatore di essere autosufficiente e indipendente dal mercato nero. Credo che se non si consenta di coltivare e detenere almeno 500 grammi di infiorescenze secche all’anno, la grande maggioranza di chi utilizza canapa sarebbe costretta a rivolgersi ancora al mercato nero, o a coltivarsela illegalmente come ora. Ci sono malati che hanno bisogno di 2 chili all’anno, o anche più.
    Bisognerebbe, invece, determinare il quantitativo giornaliero trasportabile per uso personale al di fuori della propria abitazione, che dovrebbe essere proporzionato alla durata del viaggio nel caso di periodi di allontanamento dall’abitazione di più giorni (per es.:4 grammi di infiorescenze secche o 2 grammi di hashish al giorno).
    E bisognerebbe considerare il trasporto verso la propria abitazione di chi abbia acquistato, o si sia comunque procurato, la sua scorta annuale.

    Al punto 1B non mi sentirei di condividere il principio che lo spaccio di droghe (inteso come commercio lucrativo da parte di criminali) possa ancora essere “presunto” o “dedotto” in base alle possibilità economiche (i ricchi, o semplicemente chi ha un lavoro o una rendita, sarebbero comunque favoriti rispetto a chi è povero o disoccupato, come dice KGB), o al confezionamento in sacchetti (ogni coltivatore che coltiva con passione ama conservare le piante divise tra loro, in sacchetti o in vasetti di vetro o altro, perché ogni pianta, anche della stessa varietà, è in sé unica, come aroma ed effetti), o al possesso di bilancine elettroniche, che possono essere normalmente presenti in ogni cucina, per pesare TUTTI gli alimenti, e non dovrebbero più essere usate solo come “prova presunta” di spaccio, uno deve anche potersela pesare solo per sapere quanta ne ha! Ed avere il sacrosanto diritto di cucinare pesando anche gli altri alimenti (per fare dolci, marmellate e quanto altro!) senza temere un’incriminazione di spaccio automatica solo per la presenza della bilancia in cucina!
    Lo spaccio criminale deve essere dimostrato con le indagini di polizia giudiziaria, non con deduzioni arbitrarie, presunzioni, pregiudizi e illazioni non sufficientemente provate e dimostrate, come per tutti gli altri reati! Altrimenti restiamo solo delle povere vittime perseguitate esageratamente, rispetto a tutti gli altri reati. Per condannare qualcuno, per ogni altro reato, le prove devono essere evidenti, non devono lasciare spazio ad alcun ragionevole dubbio. Facciamoli finalmente lavorare ai Pubblici Ministeri e alla Polizia Giudiziaria, come per tutti gli altri reati, con indagini, appostamenti e intercettazioni, finora è stato troppo ingiustamente facile per loro fare carriera e ricevere encomi sulla pelle di poveri disgraziati coltivatori “presunti” criminali per legge, o di ragazzini inesperti, o addirittura di malati, sarebbe ora di considerare lo spaccio alla stregua di tutti gli altri reati: non c’è mica “l’omicidio presunto”, o la “rapina presunta”, o il “furto presunto” o lo “stupro presunto”! Né tanto meno “dedotti” sulla base di pregiudizi Finiani e Giovanardiani, né di chiunque altro! Per condannare ci vorrebbero le prove certe!

    Al riguardo del punto 1C penso anch’io, per esperienza personale, che determinare il quantitativo di 4 piante, o quante altre piante si vogliano, sia un metodo impreciso di determinare il limite di quantità personale coltivabile, perché ad esempio 4 piante possono produrre dai 50 grammi ai 2 chili (e anche più!) di infiorescenze secche, a seconda delle varietà, del clima e delle tecniche di coltivazione. Sarebbe invece logico determinare in grammi il quantitativo annuo legalmente detenibile come frutto della coltivazione, indipendentemente dal numero di piante coltivate. Personalmente credo che almeno 500 grammi di infiorescenze secche di canapa (o 300 grammi di hashish) siano un quantitativo più che ragionevolmente detenibile ed autoproducibile per uso personale, estendibile fino a 2 chili per i malati che ne abbiano comprovato bisogno. Con quantitativi inferiori le persone sarebbero costrette comunque a rivolgersi al mercato nero o a coltivarsela illegalmente in quantitativi maggiori. Eventuali eccedenze potrebbero essere regalate ai malati.

    Al punto 2 anche secondo me le tabelle dovrebbero essere riviste e aggiornate secondo criteri più scientifici e logici.

    Al punto 3 non riesco proprio a capire il perché di tutta questa avversione alla cessione gratuita ai malati o al regalo o la vendita ad amici che non se la possono coltivare. Credo che la maggior parte delle persone che usano la canapa non possano permettersi di coltivarla o non abbiano le capacità di autoprodursela bene, perché non potrebbero incaricare un loro amico o persona di fiducia esperta di coltivargliela? Chi non se la coltiva, e sono la maggior parte, come e dove se la dovrebbero procurare altrimenti? Al mercato nero? Dovrebbero continuare a sovvenzionare i criminali veri?
    Non riesco proprio a capire cosa ci debba essere di incostituzionale nella vendita legale di canapa, dal momento che come agricoltore posso produrmi il mio vino biologico in cantina e venderlo in azienda ai miei amici, insieme alle verdure e alla frutta e alle erbe officinali. Percepisco un giudizio morale di condanna all’”effetto psichico” della canapa in quanto tale, che spesso è talmente sottile da non essere neanche percepito da chi fuma le prime volte (chiunque abbia un po’ di esperienza può testimoniare che molti, le prime volte, ripetono spesso: “Ma non mi ha fatto niente!”, ovviamente non con canapa al 15% di THC). Gli alcoolici sono molto più dannosi, possono dare un effetto stupefacente molto più manifesto e stordente, fanno diventare aggressivi, eppure non sono “incostituzionali”.
    Per quanto riguarda le norme UE anche la Fini-Giovanardi era in palese contrasto con tali norme, ma non mi pare che questo le abbia impedito di far danni in Italia per 8 lunghissimi anni! Nessuno ha fatto niente in Europa per noi, contro questa ingiusta persecuzione basata su norme incostituzionali ed in contrasto con le 757/GAI/2004! Perché ora non avere il coraggio di fare una scelta che si ritenga logica e giusta, solo per non violare norme UE e accordi internazionali che ormai hanno fatto il loro tempo, testimoniando il fallimento mondiale del proibizionismo? Mi sembra che sia giunta l’ora di rivederli tutti, il momento internazionale è sempre più maturo per un cambiamento anche in quella direzione. Spero che non dovremo attendere molto.

    Certo, purtroppo noi italiani dovremo fare i conti con il nostro governo ed il nostro Parlamento, e lo stato attuale delle cose non mi lascia intravedere grandi speranze di legalizzazione per il momento… non con questi che ci sono adesso, in una “maggioranza” alquanto discutibile, con un monopolio dei mezzi di informazione ormai istituzionalizzato e a loro completa disposizione.

  • Simone

    Innanzitutto la ringrazio per il suo lavoro, volevo sapere una curiosità. Leggendo “3) Deve essere sanzionata qualsiasi forma di cessione a qualunque sia il titolo, nessuna esclusa. Ipotetiche aperture alla depenalizzazione di situazioni di cessione di minimi quantitativi, apparirebbero non solo contrastanti con le norme UE (757/GAI/2004), ma anche potrebbero risultare palesemente incostituzionali.” mi sorge un dubbio… Perché in altri paesi europei la cessione di piccoli quantitativi è contemplata?

    • Marco G.

      Sono anch’io in dubbio, nel (757/GAI/2004), DECISIONE QUADRO 2004/757/GAI DEL CONSIGLIO si parla di:

      Quindi dice:
      <blockquote cite="Ciascuno Stato membro provvede affinché siano punite le seguenti condotte intenzionali allorché non autorizzate:“>

      La frase allorché non autorizzate: mi sembra che sia un modo di affermare al negativo che tutte queste cose possano essere anche autorizzate dal singolo Paese:
      l’offerta, la commercializzazione, la distribuzione, la vendita, la consegna a qualsiasi condizione, la mediazione, la spedizione, la spedizione in transito, il trasporto, l’importazione o l’esportazione di stupefacenti

      Quindi è un problema di autorizzazioni ed il disegno di legge di Civati “anche se non è molto dettagliato” non dovrebbe essere incostituzionale “o almeno non mi è sembrato che le v.s eccezioni riguardassero questo”, tanto-meno anti-europeo..

      • Marco G.

        La mia non voleva essere una critica, ma stavo cercando di stimolare un ragionamento..

        Anche per il fatto che la commercializzazione autorizzata aiuterebbe chi sta producendo o sperimentando delle coltivazioni mediche a livello regionale “come so che già esistono in Puglia, Emilia, ecc.”
        Visto che ormai quasi tutte le Regioni stanno andando verso questa direzione, sarebbe utile cambiare la legge e pensare ad una autorizzazione a livello statale “dato che anche l’Europa lo permette”.
        Per esempio, non credo che in Olanda il Bedrocan avrebbe un grande successo, soprattutto se venduto a 30€ il grammo, perchè esiste il modo di procurarsi la cannabis legalmente ed ad un prezzo molto inferiore.
        Anche senza pensare esclusivamente alla cessione gratuita, che è sacrosanta, ma dipende comunque dalla possibilità o dalla benevolenza di qualcun’altro e comunque da una qualche autorizzazione regionale, altrimenti esiste sempre un alto rischio per chi la produce e la possibilità che venga requisita “anche perchè non ci chiamiamo tutti Bernardini” ed anche se lo si fa per cederla gratuitamente.
        La stessa autorizzazione per la vendita e/o la cessione porterebbe ad una diminuzione drastica del prezzo del farmaco in farmacia, anche per chi non è in grado di coltivarla in proprio ed è costretto ad acquistarla..

        Quindi va benissimo la fase 1 (premendo per la depenalizzazione della produzione/cessione), ma intanto bisognerebbe pensare già ad una fase 2 produzione/vendita nazionale (almeno ed inizialmente per quella medica)..

  • Gj

    Le Costituzioni del ’700 giá tutelavano libertá e i diritti del cittadino, figuriamoci quella italiana del 1948 (infatti sono concetti espliciti). Libertá e diritti quando non si toccano libertá e diritti altrui: cosa che avviene con tutte le cosiddette “droghe” (ma sono ovvie le distinzioni) figuriamoci con la canapa (che trova un equivalente di pericolosità solo nella birra, anche se quest’ultima è più subdola e tendenzialmente più pericolosa). Il consumo della “droga” è un’attivitá personale che ha ripercussioni sociali indirette, come per il sesso, i videogame, i mediatici da cronaca nera sport ricette telenevelas gossip, tutte le sostanze psicotrope (cibi grassi, zuccheri, cacao, caffè, tabacco, alcool, farmaci ecc.), e tutte le abitudini considerate malsane per dei parametri culturali (tipo la libertá sessuale nella penisola araba o gli spinelli in Giappone).

  • zanzi

    Paese senza palle,e di conseguenza nn avremo nulla se nn “copiamo” da chi alla propria liberta’ nn rinuncia. Proviamo a contare “loro” e “noi”,poi vediamo se qualcuno rompe x poche piante a casa MIA, o spaventa mio fratellino con le divise e i cani in classe.Bastardi. Volere-Potere.Saluti Sergio.

  • Orlando

    Profonda stima e rispetto per chi come l’avvocato Zaina ci mette la faccia. Riguardo l’incostituzionalità della legge precedente a mio parere era palese dai tempi in cui giovanardi rilasció un intervista su VICE con il commento dell’avvocato Zaina. È triste pensare che delle persone per bene si siano trovate con la vita rovinata da una legge ingiusta e dalla presunzione di una persona ( se così puó essere definito giovanardi)!
    Grazie ancora!

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